Rimozione tatuaggi: come e dove effettuarla

La scelta del tatuaggio è una delle scelte più delicate, importanti e particolari che possano riguardare la cura e la bellezza del proprio corpo. Ci sono persone che amano a tal punto quest’arte da ornare la propria pelle con un gran numero di tatuaggi e c’è chi, appassionato della moda del tattoo, desidera imprimere per sempre un momento particolare della propria vita, un nome, un simbolo, una frase speciale per non dimenticarla mai più. Salvo pentirsene qualche tempo dopo.

E i motivi sono davvero tanti. Passano gli anni e la vita va avanti: quel nome impresso a fuoco nella mente deve essere cancellato dal corpo, quel momento tanto particolare inizia a far male allo stato d’animo o, più semplicemente, quel disegno che tanto piaceva da giovani ora non sortisce più lo stesso effetto. Ed è per questo che bisogna sfatare, una volta per tutte, uno dei luoghi comuni più diffusi e sentiti quando si parla di tatuaggi: ebbene, nonostante quel che si dice, un tattoo non è per sempre. E allora ecco alcuni piccoli consigli su come togliere quel tatuaggio che un tempo desideravamo tanto e che ora non vogliamo più sulla nostra pelle.

Come togliere un tatuaggio: la chirurgia laser

Tra i metodi più utilizzati per rimuovere un tatuaggio, figura senza dubbio la chirurgia laser che, come altri metodi, deve essere eseguita in un ambulatorio medico in seguito ad una procedura di anestesia locale. Con un forte impulso energetico, si agisce sul tatuaggio in modo da riscaldare la zona interessata e indebolire considerevolmente l’inchiostro.

In base alla tipologia di tatuaggio, però, la procedura di rimozione potrebbe mutare sensibilmente: con i tattoo multicolore, infatti, spesso richiedono un trattamento laser più particolare ma ugualmente efficace. Non a caso, si tratta del metodo più utilizzato per rimuovere tatuaggi e, come dimostrato dai numeri, nella maggior parte gli interventi risultano sortire gli effetti desiderati.

Tuttavia, dopo l’operazione è importante prendere delle precauzioni necessarie e molto minuziose, in quanto potrebbero verificarsi sintomi legati a gonfiore, ma anche vesciche e sanguinamento. Nella stragrande maggioranza dei casi, sono consigliati unguenti antibatterici per facilitare e accelerare il processo di guarigione.

Secondo metodo: la dermoabrasione

Un altro metodo che spesso si sceglie per rimuovere i tatuaggi è la dermoabrasione, meno comune rispetto alla chirurgia laser, ma comunque meritevole di considerazione. Durante il processo di dermoabrasione, la zona del corpo in cui è presente il tatuaggio, di solito, è insensibile. In seguito la pelle viene levigata mediante l’utilizzo di una mola abrasiva che permette di estrarre letteralmente l’inchiostro dalla pelle.

Anche in questo caso, ovviamente, non sono escluse piccole ripercussioni conseguenti all’operazione subita che, come la chirurgia laser, comporta un periodo di convalescenza più o meno lungo e che di solito si protrae per una decina di giorni o poco più.

Tuttavia, nel periodo di convalescenza bisogna prestare molta attenzione alla parte del corpo interessata che deve essere trattata in maniera molto accorta e delicata, usando magari una pomata antibatterica consigliata dal medico che si è occupato del processo di dermoabrasione. Anche questo metodo, infine, riesce a cancellare in maniera definitiva il tatuaggio che si desidera rimuovere, anche se la completa cancellazione del disegno è comunque molto complicata.

Terzo metodo: la rimozione chirurgica

Infine, ai processi di chirurgia laser e di dermoabrasione se ne affianca un altro che spesso risulta meno frequente degli altri due per diversi motivi riguardanti soprattutto il procedimento di questo metodo di rimozione il quale potrebbe impressionare di più la persona che desidera cancellare il tatuaggio dal proprio corpo.

Dopo l’anestesia locale, la rimozione chirurgica prevede l’utilizzo di un bisturi col quale il chirurgo procede per rimuovere il tattoo per poi ricucire insieme i bordi della pelle della zona interessata dall’operazione.

Anche in questo caso, ovviamente, è importante prestare molta attenzione alla parte operata nel periodo di convalescenza. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che questo tipo di operazione lascia una cicatrice sulla pelle ed è più consigliabile per rimuovere piccoli tatuaggi.

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